07 Ago 2013

Piattaforme digitali integrate

Attualmente solo una parte (si parla di circa un terzo) delle presenze attive negli ambienti digitali attiene al cosiddetto open web, per intendersi quello che ruota intorno a Google, mentre la quota restante (due terzi?) inerisce agli ambienti ‘chiusi’ socialmediali (social network, instant messenger, ecc.). Ciò significa che oggi parlare solo di ‘web’ non ha molto senso e che bisogna invece parlare di piattaforma digitale integrata, ovvero di una struttura interconnessa composta da web portal, mobile app e pagine social (fb, google+, tw, linkedin, pinterest, instagram, foursquare, ecc.) e altro ancora.

Vale la pena di sottolineare alcuni vantaggi fondamentali di questa strategia integrata:

- l’attività sistematica sui presidi socialmediali (ambienti chiusi) favorisce il ‘galleggiamento’ del sito web sui motori di ricerca (open web);

- i social network sono strumenti di comunicazione real-time che consentono a chi comunica di monitorare con precisione e tempestività l’evolversi dei processi comunicativi. Grazie a tale prerogativa, le iniziative assunte vengono costantemente ripensate, riformulate e migliorate sulla base non di opinioni soggettive, ma di dati (feedback) oggettivi, misurabili e tempestivi, ricavati dai presidi socialmediali, con tutti i vantaggi in termini di ‘customer satisfaction’, ritorno d’immagine ed eventualmente ritorno economico che ne derivano;

- grazie alla piattaforma integrata e all’attività sui social media, il processo di comunicazione si espande sino a includere le fasi precedenti e susseguenti alla vera e propria interazione con l’interlocutore, che viene ‘ingaggiato’ molto prima di entrare in contatto diretto e resta coinvolto anche a contatto concluso;

- gli strumenti socialmediali consentono di avviare il cosiddetto processo ‘cocreativo’: in sostanza si tratta di far collaborare i propri interlocutori all’evoluzione progettuale delle proprie iniziative, di farsi dire come le vorrebbero. Gli interlocutori sono contenti perché si sentono coinvolti, tenuti in considerazione; l’organizzazione titolare della piattaforma è soddisfatto perché raccoglie utili suggerimenti su come migliorarsi e comunque ‘ha il polso’ di ciò che desiderano realmente i suoi interlocutori;

- l’utilizzo delle tecnologie digitali consente di innescare una dinamica di promozione reciproca, in virtù della quale il titolare della piattaforma digitale contribuisce a rendere pubbliche e valorizzare le qualità dei suoi intelrocutori, e questi ultimi contribuiscono a rendere pubbliche e valorizzare le qualità del titolare della piattaforma. 

Per tutti questi motivi a Pensativa non parliamo più ai nostri clienti di siti o portali, ma solo di piattaforme integrate. E non perché ci piacciano i paroloni (che peraltro un po' ci piacciono), ma perché sarebbe scorretto e improduttivo comportarsi altrimenti. 

Platforms

07 Ago 2013

Platforms

Attualmente solo una parte (si parla di circa un terzo) delle presenze attive negli ambienti digitali attiene al cosiddetto open web, per intendersi quello che ruota intorno a Google, mentre la quota restante (due terzi?) inerisce agli ambienti ‘chiusi’ socialmediali (social network, instant messenger, ecc.). Ciò significa che oggi parlare solo di ‘web’ non ha molto senso e che bisogna invece parlare di piattaforma digitale integrata, ovvero di una struttura interconnessa composta da web portal, mobile app e pagine social (fb, google+, tw, linkedin, pinterest, instagram, foursquare, ecc.) e altro ancora.

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