L'espediente delle 'property restrictions'

14 Feb 2014

 

Nel costruire le ontologie ci si trova spesso di fronte a un problema fondamentale...

Immaginiamo che la nostra ontologia si trovi ancora a un livello piuttosto astratto, nel senso che essa contiene già molte classi e sottoclassi, ma ancora nessuna istanza, nessun membro di quelle classi (capita di frequente). Il fatto è che le ontologie sono fatte di classi e membri di quelle classi, ma anche di relazioni tra questi membri. Ecco il punto: siccome le relazioni intercorrono sempre e solo tra gli individui concreti, ovvero tra i membri delle classi, e non tra le classi medesime che sono entità astratte, se io nella mia ontologia per il momento ho solo classi e ancora nessuna istanza, come faccio ad aggiungere le relazioni?
Il problema è serio, perché senza relazioni un'ontologia si ridurrebbe al mero rapporto classe/sottoclasse e quindi a ben poca cosa. Nulla di più in fondo, di ciò che è in grado di offrire un database relazionale. Per ovviare a questa situazione l'ingegnere ontologico dispone di uno strumento molto potente: le property restrictions. Niente di esoterico, in sostanza si tratta di questo: invece di affermare che i membri di una data classe 'C' intrattengono una certa relazione con i membri di un'altra classe 'D', affermiamo che la nostra classe 'C' è sottoclasse di una superclasse anonima (un nome di fatto qui non ci serve a nulla), i cui membri intrattengono tutti una certa relazione con i membri della classe 'D'. In questo modo abbiamo aggiunto una relazione alla nostra classe 'C' senza tuttavia affermare esplicitamente che essa possiede quella proprietà o relazione, cosa che sarebbbe incongruente perché come abbiamo detto una classe di per sé non intrattiene relazioni. Noi abbiamo solo affermato che essendo 'C' una sottoclasse della superclasse anonima essa eredita da quest'ultima tutte le sue caratteristiche distintive, tra le quali v'è per l'appunto quella specifica relazione. Certo, è un espediente, un artificio, ma un artificio molto ingegnoso e soprattutto utile, cui di fatto bisogna ricorrere continuamente. Dopo di che va detto che le 'restrizioni' possono essere di varia natura: esistenziali, universali, cardinali, ecc. Ma di questo parliamo un'altra volta...

Per approfondire questo tema consigliamo la lettura del capitolo 4 'Incorporating Semantics' del volume Semantic Web Programming di John Habeler, Matthew Fisher, Ryan Blace, Andrew Perez-Lopez, editore Wiley Publishing.  
 

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